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Eccoci di fronte ancora al solito fatto di cronaca trasformato come sempre dai bei pensanti giornalisti sinistroidi in atttacco politico verso lo schieramento opposto.
La cronaca parla di una aggressione avvenuta per futili motivi a Verona e da qui parte l'attacco perche' fosse stato a Livorno sarebbe sfuggito a tutti.
Ma subito non si perde tempo ECCO IL SOLITO ATTACCO FASCISTA !!!!
Lasciate che vi dica una cosa l'infamia e l'ignoranza non hanno colore e' la solita tecnica della sinistra attaccare ogni riferimento di colore politico e' qualcosa che ormai conosciamo bene,Veltroni 2 minuti dopo la notizia ANSA gia commentava come fatto assolutamente ignobile,certo che lo e' come ogni persona che muore ma perche' non ha fatto lo stesso commento sull'Omicidio-stupro avvenuta ai danni di una signora che altra colpa non aveva se non quella di tornare a casa,perche' non dice la stessa cosa sui quotidiani fatti di cronaca che leggiamo ormai quasi come la pagina degli spettacoli???
Verona lo si sa e' una citta di destra anzi per meglio dire di estrema destra e' agli antipodi di Livorno ed ogni puzzetta che viene fatta li nella citta' di giulietta prende forma in maniera crescente,ma i bei sessantottini giornalisti non giudicheranno mai uno stupro di un rumeno per non fommentare la ribellione verso l'immigrato,non criticheranno mai una manifestazione dei centri sociali con distruzione di macchine e banche per non toccare i valori della sinistra,bruciare bandiere assalire il salone del libro per odio verso gli ebrei non e' razzismo ma sono valori.
Vorrei riportare qui sotto un fatto di cronaca avvenuto 30 anni fa:
La Strage di Acca Larentia avvenne a Roma alle 18.20 del 7 gennaio 1978. Vennero uccisi tre attivisti del Fronte della Gioventù che erano usciti dalla sede del Movimento Sociale Italiano di via Acca Larenzia, nel popolare quartiere Tuscolano, per un volantinaggio inerente un concerto del gruppo di musica alternativa"Gli Amici del Vento".
Appena usciti dalla sede, i tre militanti di destra furono investiti dai colpi di diverse armi automaticheFranco Bigonzetti, ventenne iscritto al primo anno di medicina e chirurgia, fu ucciso sul colpo, mentre il secondo, Vincenzo Segneri, seppur ferito ad un braccio, riuscì a rientrare nella sede del partito, dotata di porta blindata. sparati da un gruppo di fuoco di 5 o 6 persone; uno di loro,
Il terzo, Francesco Ciavatta, liceale diciottenne, pur essendo ferito, tentò di fuggire attraversando la scalinata situata al lato dell'ingresso della sezione ma, seguito dagli aggressori, fu colpito nuovamente alla schiena; morì in ambulanza durante il trasporto in ospedale.
Nelle ore seguenti, col diffondersi della notizia dell'agguato, una sgomenta folla, composta soprattutto da attivisti missini romani, si radunò sul luogo.
In seguito, per motivi ed in circostanze non chiari, scaturirono dei tafferugli che provocarono l'intervento delle forze dell'ordine con cariche e lancio di lacrimogeni. Le apparecchiature video di giornalisti RAI furono danneggiate. Si dice che tutto fosse cominciato poiché un giornalista, distrattamente (alcuni sostengono l'intenzionalità dell'atto, ma sembra improbabile), avrebbe gettato un mozzicone di sigaretta nel sangue rappreso sul terreno di una delle vittime della sparatoria.
Fatto sta che per far fronte al tafferuglio creatosi, il Capitano dei Carabinieri Edoardo Sivori sparò ad altezza d'uomo, centrando in piena fronte il diciannovenne Stefano Recchioni, militante della sezione di Colle Oppio e chitarrista del gruppo di musica alternativa Janus[1], a cui il cantautore Fabrizio Marzi dedicò nel 1979 la canzone "Giovinezza"; il giovane morì dopo due giorni di agonia. Alcune testimonianze sostengono di aver visto Sivori tentare di sparare nel mucchio di persone ma, inceppatasi l'arma, si sarebbe fatto prestare la pistola da un collega.
Alcuni mesi dopo la strage il padre di Ciavatta, portiere di uno stabile in Via Deruta 19, si suicidò per la disperazione.
MIO CARO VELTRONI MEDITA.........E' COMMENTA.

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